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[ 04 ]
COSTANZO NON MI VUOLE
Niente da fare: diventare conosciuto proprio non mi riesce. Ci ho provato
in tutti i modi a imputtanirmi e a vendermi come fanno in tanti. Ma si
vede che non ci sono tagliato.
Eppure le vie da tentare sono parecchie, al giorno d'oggi: basta arrivare
in televisione e si diventa automaticamente conosciuti e bravi, anche
se non si è capaci di fare una mazza.
Ho scoperto che sono troppo famoso per partecipare all'Isola dei Famosi,
troppo acculturato per il Grande Fratello (anche il cane del mio vicino,
in realtà, ha questo problema, e non pigliano nemmeno lui), ho
una voce troppo bella per Music Farm, lavoro troppo alacremente per entrare
nella Fattoria...
Insomma, non sono fatto per un reality, nemmeno per uno di quelli sfigati.
Mi rimaneva solo Costanzo, che almeno ogni tanto ospita personaggi della
cultura (compreso sé stesso, a quanto mi sembra di aver sentito),
anche se con scarsi risultati.
Riporto qui per esteso la lettera con la quale mi sono presentato a lui
per una partecipazione:
«Egregio signor Maurizio Costanzo Show,
mi chiamo Roberto Taddio, e come capirà dal cognome, sono strettamente
imparentato con Gesù. Nonostante questo, essendo io un po' ribelle
di natura, sono diventato un trans-etero-omo-pseudo sessuale, ma purtroppo
non ho ancora trovato le mie anime gemelle (al plurale, mi piacciono le
orge). Cerca qui, cerca là, ho iniziato a fare delle sedute spiritiche
e da allora parlo costantemente coi cadaveri, ma di tutti i tipi: uomini,
donne, animali, insetti, vecchi giocattoli usati e nuovi. Ogni spirito
è mio AMICO (ma a sua moglie questa variante non è piaciuta,
ahimè). Recentemente, mentre mi drogavo fuori da un pub in cui
mi alcolizzo ogni sera, ho visto un ufo che mi ha catturato e mi ha fatto
visitare il suo mondo lontano. Pensi che gli alieni hanno le astronavi
tappezzate di fotografie di Aldo Busi, cosa che ho apprezzato e per questo
siamo diventati AMICI (anche questa variante è stata cassata di
brutto). Ma alla fine mi hanno riscaricato su questo pianeta dicendomi:
"Va', sei libero, partecipa al MCS e racconta a tutti la tua esperienza".
Per il trauma del rientro ho provato a suicidarmi in trentacinque modi
diversi ma non mi è mai riuscito. Una volta a casa ho iniziato
a fare il cabarettista e ho scritto sette o otto libri, non mi ricordo
tanto bene quanti perché sa, insomma, non è che li scrivo
proprio io, così si fa, dicono... Coi soldi fatti coi libri ho
aperto quattro o cinque (un po' come per i libri) associazioni di beneficienza
e ho aiutato milioni di bambini bisognosi che sono diventati tutti miei
AMICI (zero anche questo, come al solito). Nel tempo libero suono, canto,
scolpisco, dipingo, scrivo e recito, sempre con ottimi risultati. Nonostante
la mia bellezza che mi ha permesso di fare il fotomodello per tanti anni,
vorrei essere apprezzato per quello che sono e non per quello che faccio...
o il contrario, più o meno... adesso non sono molto lucido perché
sto facendo bungee jumping dal terrazzo di casa mia nel quartiere povero
di un villaggio del sud.
Non mi sembra di aver tralasciato nulla d'importante, quindi penso che
noi si possa fissare già la data della mia partecipazione alla
sua trasmissione.
Mi saluti la signora.»
Adesso, se voi foste stati lui, non mi avreste chiamato? Anche solo per
suonare un pezzo al piano col Bracardi Breezer?
Pilamaya yelo...
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