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[ 05 ]
OGNI TANTO UN CAMBIAMENTO CI VUOLE
E così alla fine ho ceduto. Ho
ceduto di brutto a chi mi chiedeva di
rinnovare il vecchio Man On Black. Ho
fatto il restyling, come direbbe qualche
poveraccio che nella vita non sa far
altro che dire qualche paroletta in
inglese per sentirsi moderno. È
vero, lo state pensando tutti: adesso
il sito è meno casual, meno trandy,
meno cool. Insomma, trash, out. No buono
per il sabato in disco.
Sono d'accordo con chi lo pensa: Man
On Black si è davvero asciugato,
ha perso molti dei fronzoli tipici di
chi fa qualcosa tanto per fare. Adesso
lo scopo si chiarisce, o si oscura,
dipende dal fatto se avete tirato le
tende davanti ai vostri occhi.
I colori sono sempre quelli, luminosi
e tetri come lo specchio del tempo.
C'è meno grafica, ma tanto a
cosa serve un bel vestito se si ha un
corpo malfatto? A nascondere le deformità?
Quindi c'è più da leggere,
più sostanza, cosa che col mondo
internettiano ha poco a che fare. L'importante
è cliccare qua e là.
La famigerata rubrica :: 4 k :: è
diventata, com'era naturale, la pagina
introduttiva del sito, così chiunque
vorrà venire a leggermi, capirà
subito di cosa può trattare quest'accozzaglia
di parole virtuali.
Conto di avere al più presto
qualche intervento esterno, chissà
di chi, amici, conoscenti, nemici, parenti
e animali domestici, inquisitori, critici,
extraterrestri ed extraterretri critici
inquisitori.
E se con questo controrinnovamento qualche
simpatico pseudo-cioè-intellettuale
non mi seguirà più...
amen, le strade della vita sono varie,
ognuno può decidere di buttarsi
nel burrone che desidera.
Okkio solo che i burroni più
profondi sono quelli migliori: ci si
gode anche la caduta.
Che possiamo quindi aggiungere a questa
incredibile novità? Il mondo
la saprà affrontare?
I politici rilasceranno interviste sul
sottoscritto dicendo: «Beh, sì,
il cambiamento socio-giovanile nel contesto
culturale odierno rappresenta il punto
di massima aspirazione per qualsiasi
elemento che tenda a destrutturare le
connotazioni propositive e deontologiche.»
I giornalisti mi affogheranno con le
loro domande più sofferte, tipo:
«Per quando è prevista
la sua partecipazione all'Isola dei
famosi?»
Ma soprattutto, chi avrà il coraggio
di dire a un amico o conoscente: «Sì,
io leggo Man On Black!»
Credetemi, non voglio essere più
sarcastico di quello che necessita la
mia posizione. Non voglio atteggiarmi
a intellettuale più di quello
che in realtà intelligo. Non
voglio deprezzare ciò che vale
già poco. Non voglio affumicare
concetti rivombrosi, né tartagliare
giudizi innominabili.
In poche parole, non voglio un cazzo.
Ma se siete capitati qui, porca vacca,
cercate almeno di accendere il cervello,
oltre al modem, alla stampante e, soprattutto,
alla luce.
Perciò ora basta con gli sproloqui:
dichiaro ufficialmente aperto il nuovo
corso di Man On Black.
Quanto durerà, lo deciderà
il Destino.
E soprattutto, il sottoscritto.
®
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