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OGNI TANTO UN CAMBIAMENTO CI VUOLE
E così alla fine ho ceduto. Ho ceduto di brutto a chi mi chiedeva di rinnovare il vecchio Man On Black. Ho fatto il restyling, come direbbe qualche poveraccio che nella vita non sa far altro che dire qualche paroletta in inglese per sentirsi moderno. È vero, lo state pensando tutti: adesso il sito è meno casual, meno trandy, meno cool. Insomma, trash, out. No buono per il sabato in disco.
Sono d'accordo con chi lo pensa: Man On Black si è davvero asciugato, ha perso molti dei fronzoli tipici di chi fa qualcosa tanto per fare. Adesso lo scopo si chiarisce, o si oscura, dipende dal fatto se avete tirato le tende davanti ai vostri occhi.
I colori sono sempre quelli, luminosi e tetri come lo specchio del tempo. C'è meno grafica, ma tanto a cosa serve un bel vestito se si ha un corpo malfatto? A nascondere le deformità?
Quindi c'è più da leggere, più sostanza, cosa che col mondo internettiano ha poco a che fare. L'importante è cliccare qua e là.
La famigerata rubrica :: 4 k :: è diventata, com'era naturale, la pagina introduttiva del sito, così chiunque vorrà venire a leggermi, capirà subito di cosa può trattare quest'accozzaglia di parole virtuali.
Conto di avere al più presto qualche intervento esterno, chissà di chi, amici, conoscenti, nemici, parenti e animali domestici, inquisitori, critici, extraterrestri ed extraterretri critici inquisitori.
E se con questo controrinnovamento qualche simpatico pseudo-cioè-intellettuale non mi seguirà più... amen, le strade della vita sono varie, ognuno può decidere di buttarsi nel burrone che desidera.
Okkio solo che i burroni più profondi sono quelli migliori: ci si gode anche la caduta.
Che possiamo quindi aggiungere a questa incredibile novità? Il mondo la saprà affrontare?
I politici rilasceranno interviste sul sottoscritto dicendo: «Beh, sì, il cambiamento socio-giovanile nel contesto culturale odierno rappresenta il punto di massima aspirazione per qualsiasi elemento che tenda a destrutturare le connotazioni propositive e deontologiche.»
I giornalisti mi affogheranno con le loro domande più sofferte, tipo: «Per quando è prevista la sua partecipazione all'Isola dei famosi?»
Ma soprattutto, chi avrà il coraggio di dire a un amico o conoscente: «Sì, io leggo Man On Black!»
Credetemi, non voglio essere più sarcastico di quello che necessita la mia posizione. Non voglio atteggiarmi a intellettuale più di quello che in realtà intelligo. Non voglio deprezzare ciò che vale già poco. Non voglio affumicare concetti rivombrosi, né tartagliare giudizi innominabili.
In poche parole, non voglio un cazzo. Ma se siete capitati qui, porca vacca, cercate almeno di accendere il cervello, oltre al modem, alla stampante e, soprattutto, alla luce.
Perciò ora basta con gli sproloqui: dichiaro ufficialmente aperto il nuovo corso di Man On Black.
Quanto durerà, lo deciderà il Destino.
E soprattutto, il sottoscritto.
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