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[ 08 ]
RICORSI DI RISCRITTURA RICREATIVA
Ci risiamo. Anche quando uno non se
lo aspetta, ecco rispuntare da ogni
angolo (come gli scarafaggi o le macchie
di umidità) qualche nuovo, accattivante
corso di scrittura creativa. Chiamateli
CSC, tanto per fare prima. Contanti
Spesi Continuamente. Cazzate Senza Cultura.
Mah, chiamateli un po' come volete,
la sostanza non cambia.
Ma non se ne abbiano a male coloro che
li intendono per quello che in realtà
potrebbero essere, cioè incontri
cultural-letterari, in cui più
parti si trovano - per puro piacere
- per discutere a pari livello di scrittori
e libri, e magari di tecniche usate
da scrittori in alcuni libri, e magari
di tentativi per usare un certo tipo
di stile come certi scrittori in certi
libri. No, signori miei, qui non parliamo
di queste belle cose.
Parliamo di persone che si mettono dietro
una cattedra (non avendo magari nessun
titolo), e che prendono denaro - e molto,
talvolta - da allocchi semicoscienti.
Lo prendono per dire semplicemente alla
classe di furbacchioni: «Leggete
questo libro, questo autore usa questo
stile.» Oppure: «Provate
a scrivere così e colà,
poi lo leggiamo tutti insieme e ci diciamo
che siamo bravi e che stiamo migliorando.»
L'assurdo aumenta quando il corso è
online. C'è davvero chi paga
per fare un CSC via internet! Quindi
il problema è in chi prende i
soldi, o in chi paga? Sinceramente,
qual è il fesso, secondo voi?
Se volete risparmiarvi la fatica, dopo
tutto quello che v'insegno qui, fate
un bel bonifico al sottoscritto e non
ne parliamo più! Naturalmente
io scherzo. Loro no.
E comunque non ho ancora chiaro lo scopo
di un CSC. Qualcuno mi dirà:
«Per imparare a scrivere poesie
e racconti e romanzi.» Perché
è molto semplice scrivere poesie,
racconti e romanzi, basta fare un corso.
Basta pagare, sentirsi dire di leggere
Tizio&Caio, provare a buttare giù
i pensierini della sera e il gioco è
fatto.
Ma non sarà che siamo di fronte
a una nuova, incrinatissima finestra
del business? Non sarà che ormai
la gente ha tutto? E cosa c'è
di meglio, quando si ha tutto, di comprare
qualcosa che non si ha? Hanno sempre
voluto farci credere che per avere qualcosa
basta comprarlo. Bene, anche in questo
caso, se non si ha il talento, lo si
compra, o meglio, si paga per fare un
CSC e avere un attestato che dice: "Il
signor Tal Dei Tali sa scrivere creativamente".
Che figata! E io che pensavo che il
talento fosse una cosa quasi divina,
una cosa che o la si ha o non la si
ha. Io che pensavo che la fatica, il
tormento, il malessere degli scrittori
fosse insito nelle loro vite e nelle
loro anime, adesso scopro che basta
pagare e lo si compra.
100 euro: capacità creativa per
normali racconti sofferti + spilla con
immagine di Pirandello.
1.000 euro: capacità creativa
per poesia bukowskiana e racconti hemingwayani
sofferti + penna e sfera che fu di Moravia.
5.000 euro: capacità per scrittura
ipercreativa olistica con sofferenza
incorporata, che spazia dal romanzo
alla sceneggiatura per il teatro + settimana
in agriturismo con scrittore famoso
(a scelta tra quelli disponibili al
momento).
10.000 euro: capacità creativa
per romanziere dell'anno, poeta dell'anno,
vignettista dell'anno + buono sconto
per futuro premio Nobel per la letteratura.
Di recente ho ricevuto una mail che
pubblicizzava l'ennesimo CSC. Una bella
mail, chiara, accattivante. Alla fine,
dopo aver proposto di diventare un piccolo
genio della creatività letteraria
con solo una settimana di immersione
totale (stile ritiro spirituale) in
un casale in centro Italia per la modica
cifra di 1200 euro, la mail chiudeva
con frasi del tipo "per entrare
anche tu nel mondo della scrittura professionistica",
oppure "se vuoi seguire le orme
dei più grandi scrittori",
o ancora "per riuscire a scrivere
il best-seller dell'anno".
Ora, io non vorrei usare i toni accesi
di alcune discussioni in merito, che
spesso trascendono (quando si scontrano
i favorevoli e i contrari ai CSC può
accadere di tutto), ma quando è
troppo è troppo! Queste sono
vere e proprie prese per i fondelli,
e mi pare che certi personaggi assomiglino
pericolosamente a imbonitori da fiera,
i quali giocano sul fatto che ci sarà
sempre un povero illuso coi soldi (conditio
sine qua non) che aprirà il proprio
portafogli cercando qualcosa che al
circolo ricreativo non trova.
Ora mi rileggo questo pezzo, vedo che
ci sono un sacco di strafalcioni, certe
frasi non tengono, i congiuntivi sono
casuali, la punteggiatura zoppica. Come
sistemarlo?
Semplice, m'iscrivo a un bel CSC e così
anch'io potrò dire: "Mamma,
so scrivere creativamente! Me lo dice
pure l'attestato! Anche se molto caro,
m'è costato!"
Cavoli, non ho fatto neppure la prima
lezione, e m'è già uscita
una rima!
®
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