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RICORSI DI RISCRITTURA RICREATIVA

Ci risiamo. Anche quando uno non se lo aspetta, ecco rispuntare da ogni angolo (come gli scarafaggi o le macchie di umidità) qualche nuovo, accattivante corso di scrittura creativa. Chiamateli CSC, tanto per fare prima. Contanti Spesi Continuamente. Cazzate Senza Cultura. Mah, chiamateli un po' come volete, la sostanza non cambia.
Ma non se ne abbiano a male coloro che li intendono per quello che in realtà potrebbero essere, cioè incontri cultural-letterari, in cui più parti si trovano - per puro piacere - per discutere a pari livello di scrittori e libri, e magari di tecniche usate da scrittori in alcuni libri, e magari di tentativi per usare un certo tipo di stile come certi scrittori in certi libri. No, signori miei, qui non parliamo di queste belle cose.
Parliamo di persone che si mettono dietro una cattedra (non avendo magari nessun titolo), e che prendono denaro - e molto, talvolta - da allocchi semicoscienti. Lo prendono per dire semplicemente alla classe di furbacchioni: «Leggete questo libro, questo autore usa questo stile.» Oppure: «Provate a scrivere così e colà, poi lo leggiamo tutti insieme e ci diciamo che siamo bravi e che stiamo migliorando.»
L'assurdo aumenta quando il corso è online. C'è davvero chi paga per fare un CSC via internet! Quindi il problema è in chi prende i soldi, o in chi paga? Sinceramente, qual è il fesso, secondo voi?
Se volete risparmiarvi la fatica, dopo tutto quello che v'insegno qui, fate un bel bonifico al sottoscritto e non ne parliamo più! Naturalmente io scherzo. Loro no.
E comunque non ho ancora chiaro lo scopo di un CSC. Qualcuno mi dirà: «Per imparare a scrivere poesie e racconti e romanzi.» Perché è molto semplice scrivere poesie, racconti e romanzi, basta fare un corso. Basta pagare, sentirsi dire di leggere Tizio&Caio, provare a buttare giù i pensierini della sera e il gioco è fatto.
Ma non sarà che siamo di fronte a una nuova, incrinatissima finestra del business? Non sarà che ormai la gente ha tutto? E cosa c'è di meglio, quando si ha tutto, di comprare qualcosa che non si ha? Hanno sempre voluto farci credere che per avere qualcosa basta comprarlo. Bene, anche in questo caso, se non si ha il talento, lo si compra, o meglio, si paga per fare un CSC e avere un attestato che dice: "Il signor Tal Dei Tali sa scrivere creativamente".
Che figata! E io che pensavo che il talento fosse una cosa quasi divina, una cosa che o la si ha o non la si ha. Io che pensavo che la fatica, il tormento, il malessere degli scrittori fosse insito nelle loro vite e nelle loro anime, adesso scopro che basta pagare e lo si compra.
100 euro: capacità creativa per normali racconti sofferti + spilla con immagine di Pirandello.
1.000 euro: capacità creativa per poesia bukowskiana e racconti hemingwayani sofferti + penna e sfera che fu di Moravia.
5.000 euro: capacità per scrittura ipercreativa olistica con sofferenza incorporata, che spazia dal romanzo alla sceneggiatura per il teatro + settimana in agriturismo con scrittore famoso (a scelta tra quelli disponibili al momento).
10.000 euro: capacità creativa per romanziere dell'anno, poeta dell'anno, vignettista dell'anno + buono sconto per futuro premio Nobel per la letteratura.
Di recente ho ricevuto una mail che pubblicizzava l'ennesimo CSC. Una bella mail, chiara, accattivante. Alla fine, dopo aver proposto di diventare un piccolo genio della creatività letteraria con solo una settimana di immersione totale (stile ritiro spirituale) in un casale in centro Italia per la modica cifra di 1200 euro, la mail chiudeva con frasi del tipo "per entrare anche tu nel mondo della scrittura professionistica", oppure "se vuoi seguire le orme dei più grandi scrittori", o ancora "per riuscire a scrivere il best-seller dell'anno".
Ora, io non vorrei usare i toni accesi di alcune discussioni in merito, che spesso trascendono (quando si scontrano i favorevoli e i contrari ai CSC può accadere di tutto), ma quando è troppo è troppo! Queste sono vere e proprie prese per i fondelli, e mi pare che certi personaggi assomiglino pericolosamente a imbonitori da fiera, i quali giocano sul fatto che ci sarà sempre un povero illuso coi soldi (conditio sine qua non) che aprirà il proprio portafogli cercando qualcosa che al circolo ricreativo non trova.
Ora mi rileggo questo pezzo, vedo che ci sono un sacco di strafalcioni, certe frasi non tengono, i congiuntivi sono casuali, la punteggiatura zoppica. Come sistemarlo?
Semplice, m'iscrivo a un bel CSC e così anch'io potrò dire: "Mamma, so scrivere creativamente! Me lo dice pure l'attestato! Anche se molto caro, m'è costato!"
Cavoli, non ho fatto neppure la prima lezione, e m'è già uscita una rima!
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