|
|
| |
|
|
| |
| |
[ 10 ]
IPOCONDRIACA IPOCRISIA
Di solito critichiamo aspramente ciò
che ci spaventa. E pure ciò che
invidiamo lo massacriamo come se si
trattasse della cosa più ripugnante
sulla faccia della terra. Per non parlare
di chi o di ciò che ci offende,
che ci punge. In questo caso diventiamo
delle belve assetate di sangue.
Io mi fermo a riflettere molte volte
su ciò che critico, sul perché
lo faccio e sulle modalità con
cui lo faccio. Spesso mi accorgo che
la mia aggressività prende il
sopravvento sulla razionalità,
e che quindi la mia analisi non risulta
né serena né obiettiva.
Affronto una critica un po' come affronto
il sacco in palestra. Devo ammettere
che, fondamentalmente, sono un incazzoso.
Ma io sono io, cioè Nessuno,
un ragno nero nascosto in un buco nella
Rete chiamato Man On Black.
Invece ci sono alcuni che si possono
prendere il lusso di sparare le loro
critiche al mondo intero, o sui giornali,
o sulle riviste, o (peggio che peggio)
in televisione. E i presupposti di queste
critiche spesso sono deboli, molli,
senza spina dorsale.
Mi vengono in mente diversi episodi
di critiche piovute su qualche aspetto
della nostra variegata comunità
di cervelli, episodi che mi hanno lasciato
con l'amaro in bocca perché non
ho mai capito il senso del loro essere.
Ricordo che qualche tempo fa un certo
Marilyn Manson fissò una data
per un concerto in Italia, una roba
da quarantamila spettatori o giù
di lì. Ricordo anche che vennero
fatte delle raccolte di firme (che probabilmente
raggiunsero pure il Parlamento) affinché
detto concerto non avesse luogo. Dissero
che il citato Manson Marilyn - come
scriverebbero i carabinieri - fosse
un istigatore, un violento, un adoratore
del demonio. Abbandono il passato remoto
e mi domando: ma da quale pulpito vengono
fatte certe critiche? Me lo domando
e non posso darmi una risposta, visto
che a osteggiare quel concerto - perché
quello rimaneva pur sempre un concerto
musicale - furono delle parti lese senza
volto. Ci sono sempre stati artisti
molto appariscenti in cerca di fama
tramite la trasgressione (chiedetelo
ai nonni di Elvis cosa ne pensavano
del suo sculettare), ma com'è
possibile che lo Sbirulino d'Oltreoceano
possa venire preso sul serio da questo
tipo di critica? È un cantante
che ha pure fatto qualche bella canzone!
E com'è possibile che certe persone
possano criticare=prevaricare gli altri
in maniera assolutamente preconcetta,
senza essersi fatte un esame di coscienza
e senza essersi domandate: «Ma
ho educato bene i miei figli? Ho insegnato
loro la differenza tra un istigatore
e un cantante esaltato?»
Tali censori ipocriti, buonisti e scassamarroni
sono tornati all'attacco qualche mese
addietro in occasione della trasmissione
de L'esorcista in tv. Il film
del 1973 (per chi non l'avesse visto
consiglio una corsa al videonoleggio
più vicino, anche se non prima
d'aver letto l'omonimo romanzo di Blatty)
venne pubblicizzato e programmato normalmente
in prima serata. Un numeroso gruppo
dei predetti ipocondriaci s'impegnò
affinché il film venisse spostato
in seconda serata per evitare che qualche
ragazzino disubbidiente ne venisse turbato.
Fin qui nulla di male (credo). La cosa
deprimente fu la messa in onda di un
aborto che de L'esorcista non
era nemmeno un lontano cugino. E non
bastarono le decine di scene censurate
(e sulla censura televisiva bisognerebbe
aprire un importante capitolo a parte,
anche e soprattutto in Parlamento) inframmezzate
comunque dalla solita mezz'oretta di
spot pubblicitari! Prima del film andò
in onda una sorta di "speciale"
che diceva ai bambini di andare a letto
perché il film era per adulti
eccetera eccetera. Qui le cose non quadrano:
ma era il film che usciva dal video
e catturava i bambini indifesi o erano
i genitori che non controllavano a sufficienza
che i piccoli non cambiassero canale?
Uno può non amare i cantanti
vestiti da donna che blaterano oscenità,
e questo lo capisco, ma non è
possibile che queste persone determino
anche i gusti degli altri. Se un film
horror fa paura (ovviamente) basta non
guardarlo per non esserne spaventati,
non serve impedire alla televisione
di trasmetterlo.
Anche perché, parliamoci chiaro,
la violenza, le oscenità, il
male, li troviamo tutti i giorni nella
vita reale, e con riflesso decuplicato
nella televisione che non porta il bollino
rosso. Seppoi vogliamo affibiare alle
cose esterne le responsabilità
che dovremmo prenderci noi (soprattutto
nei confronti dei più piccoli)
facciamolo pure: avremo lo stesso onesti
genitori frequentatori di chiesa che
prendono a randellate il figlio - e
per giunta bestemmiando - perché
l'hanno sopreso a guardare il wrestling,
il nuovo demone condannato dall'ipocondriaca
ipocrisia di massa.
Se andate alla sezione connessioni
vi consiglio un sito che parla di wrestling:
sono un adoratore di Satana pure io?
®
|
|
|
|
|
|