:: 4 K :: >  
     
     
 
  [ 11 ]

IL TERRORE DI PERDERE L'ORRORE

Se parlate con un "esperto di letteratura" non tirate mai fuori il genere horror: potrebbe sputarvi in faccia. Peggio, potrebbe estrarre la sua ascia da boscaiuolo e farvi in mille pezzi sanguinolenti. Seppoi lo fate incazzare dicendogli, ad esempio, che Stephen King può essere considerato un importante autore della letteratura a cavallo tra i due secoli, vi legherà a una sedia e con un tagliaunghie vi strapperà a scaglie le palpebre e le labbra. Ma state tranquilli: si calmerà quando arriverà qualcuno farneticando di Pirandello, di Mann e di Joyce.
Apparte gli scherzi, nel mondo della "letteratura seria" - passatemi la parola - il genere horror (nel senso stretto del termine, non quei misti squallidi che vanno commercialmente per la maggiore al giorno d'oggi) non gode certo di buona fama.
Prendete un facoltoso premio letterario (italiano ma non necessariamente), chessò, il Campiello, il Bancarella, nemmeno lo Strega (!), e contate quante opere di genere horror sono state premiate. Eppure di buone ce ne sono state. Forse coloro che devono giudicare le opere in concorso sono sempre vecchi bacucchi col fazzoletto per la bava e le caccole sugli occhi? Mah...
Ora, non voglio portare l'acqua al mio mulino, visto che non desidero essere considerato uno scrittore di genere, ma a mio parere certi romanzi horror possono vantare una miglior tecnica, una miglior struttura e una miglior storia di certi altri considerati comunemente seri.
Ma al giorno d'oggi quello che più mi preoccupa non è tanto veder ricevere un bel premio da uno scrittore dell'orrore che se lo merita (conditio sine qua non), bensì veder sopravvivere il genere stesso. E il fenomeno dell'impoverimento non è purtroppo localizzato solo in Italia.
Per tornare al discorso di prima, quello tra parentesi al secondo capoverso, l'horror vero e proprio si sta inaridendo e sta scomparendo, e ve lo dice uno che frequenta le librerie spesso e che cerca di fare delle recensioni su quel tipo di letteratura. Non esistono tanti romanzi nuovi su cui riflettere, basta girare per gli scaffali. Alle volte i gestori delle librerie hanno addirittura tolto gli scaffali dedicati alla letteratura horror! Al loro posto prosperano i vari cloni dei thriller, dei fantasy e degli adventure. Che già un clone fa schifo di suo, permettetemi di dirlo.
Comunque, ogni genere nella storia letteraria ha avuto i suoi alti e bassi, e alcuni sono scomparsi del tutto (per la gioia degli addetti al marketing). Ma non è possibile che ciò avvenga con l'horror. È una delle radici della nostra vita, se ci pensate: il mondo visto con gli occhi di un bambino che ha paura del buio e dei mostri. Chi ha mai dimostrato che in fondo non esistono? Quelli che vedono in ogni cosa il normale e forse il banale? Quelli che vedono la letteratura come riempimento di pagine piene di masturbazioni mentali? Quelli che credono che la letteratura sia solo nei loro libri sponsorizzati?
Lo ribadisco: alle volte aver paura (di ciò che non conosciamo ma anche di ciò che vediamo tutti i giorni) fa bene, soprattutto se si trova in un libro. In fin dei conti è la base delle favole che ci hanno tenuto compagnia nella culla.
Quindi non temete: andate a (comprare e a) leggere l'horror, così ci sarà di nuovo gente che lo scriverà con decenza, ma l'horror quello bello, quello vero, quello che non fa pensare alla vita popolata di mostri come le banche, le case farmaceutiche e i petrolieri, per non parlare di guerrafondai, politicanti, falsi poeti, ipocriti, vigliacchi, bugiardi e rompicoglioni.
Per tutti questi abbiamo i giornali.
Ogni giorno.
®

<<<


 
  cont@tti  
  complici  
  struttura  
     
     
Man On Black © copyright 2002 - 2006 by Roberto Taddio [ tutti i diritti riservati ]