| |
[ 12 ]
FALSITÀ (OVVERO: IL RITORNO
DI MAN ON BLACK)
E così rieccoci qui, dopo molto
tempo e troppe cose successe. Anche
se, come al solito, dipende dai punti
di vista.
Sembra che la vita di uno scrittore
non possa mai essere simile a quella
di un abitante del pianeta terra.
Sembra che uno scrittore debba essere
torturato costantemente da allucinazioni,
dalla povertà sociale, dal
dolore di qualche perdita.
Sembra che debba sapere ogni cosa
sulla letteratura (vecchia e nuova),
che sia un intellettuale con una visione
politica illumninata.
Sembra che uno scrittore debba essere
uno scrittore.
Tutto falso.
In realtà quelli che scrivono
libri oggi (e li pubblicano e li pubblicizzano
e non li scrivono quasi più
nemmeno loro, l'importante è
che li firmino) devono essere dei
gran commercianti. Non hanno allucinazioni
ma al limite alluci incarnati (ah-ha)
che la loro simpatica pedicure professionista
personale sistemerà in men
che non si dica. Non possono essere
dei solitari, perché sennò
le serate mondane, le presentazioni
dei loro scritti, le premiazioni continue,
le manifestazioni letterarie e via
scrivendo come farebbero a costruirsele?
Non possono nemmeno permettersi di
soffrire troppo se vengono lasciati
dalla morosa o se gli muore qualcuno,
perché hanno subito chi li
rimpiazza (d'altronde gl'impegni letterari
sono impegni letterari, vedi mai che
il dolore pubblico non possa servire
per vendere di più). Non capiscono
un cazzo di letteratura, o meglio,
sono talmente ossessionati dalla proprie
idee (spesso senza fondamenta) da
non riuscire a leggere una pagina
in più. Sulla visione politica
illuminata permettetemi di stendere
un grosso, lungo e nero velo pietoso
perché è davvero la
madre di tutte le falsità.
Bene! Ora che mi sono sfogato contro
il mondo e contro tutto ciò
che invidio (in fin dei conti mi sono
tenuto dentro troppe cose per tanto
tempo), posso aggiungere altro.
Ad esempio sugli agenti letterari,
che dicono «Pagami, amico, che
faccio vendere il tuo libro domani!»
e che poi aggiungono «Beh, insomma,
se non è domani sarà
dopodomani!» e continuano con
«Il tuo libro? Ma perché
mi avevi dato un libro? Di cosa parlava?»
e finiscono con «Ma chi sei?
Ci conosciamo?». Al che uno
che non ha stile aggiunge un bel «Vaffanculo!»
ma lo sconsiglio per non rovinarsi
l'immagine che potrebbe sempre servire.
Ad esempio, potrei aggiungere qualcosa
sugli scrittori esordienti, che, oltre
a scontrarsi con editori esordienti
e lettori esordienti ed esperti letterari
esordienti, si moltiplicano di numero
fino a essere di più di coloro
che potrebbero comprare le loro opere,
quindi per logica se tutti gli scrittori
esordienti comprassero i libri degli
altri scrittori esordienti e basta,
quelli come Dan Brown o Wilbur Smith
potrebbero andare a lavorare in miniera
invece di far abbattere inutilmente
alberi. E alla fine gli esordienti
che la smettono di esordire e che
riescono a pubblicare a livello nazionale
sono quelli che hanno già i
soldi, conoscono giornalisti e politici,
sfruttano buoni editor e non capiscono
un cazzo di letteratura. E... vanno
al Grande Fratello... e magari...
lo vincono...
Ad esempio (sto sempre aggiungendo
roba al discorso iniziale), gli editori
che viaggiano adesso sono in realtà
dei simpatici e mediocri imprenditori,
che cercano di campare pubblicando
letteratura che nessuno compra più,
quindi come fanno a campare? Boh,
qualche cabarettista prima o poi pubblicherà
una raccolta di battute, no?
Ad esempio, gli scrittori famosi,
quelli giudicati Scrittori, ma da
dove vengono fuori? Per uno di capace
e onesto (in questo campo dire "bravo"
è inconcepibile) ce ne sono
almeno sette o otto incapaci e disonesti.
Conosco gente che scrive benissimo
e che, nonostante questo, per rispetto
degli altri non vuole far leggere
nulla di proprio. Ne conosco altra
che è talmente convinta di
scrivere cose interessanti e belle
e intelligenti e moderne e "letterarie"
(ah-ha) da scassare le palle al mondo
per farsi strada con qualsiasi mezzo
e con qualsiasi tempo. Conosco gente
che ha pure il coraggio di dire che
questi sono i veri scrittori...
Chiudo qui, ho messo troppa carne
al fuoco col brodo di livore e si
è bruciata. Ma chiudo dicendovi
l'ultima, enorme verità sublime:
tutto quello che vi ho appena detto,
è falso.
®
Per leggere altri :: 4k :: clicca
qui
|
|