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Qualcuno si starà chiedendo
perché ho scelto proprio Man On Black
come caratterizzazione.
Credo renda bene l'idea della situazione
psicologica e sociale in cui si trova
il sottoscritto. In cui ci troviamo
tutti, in realtà.
Essere "sopra il nero", giocando con
le parole che identificano i personaggi
da telefilm del governo statunitense,
significa stare al di sopra di una condizione
negativa pur essendone circondati.
Credo che tutti ci troviamo sempre di
più in questo lago oscuro.
Qualcuno, come me, mette la testa fuori
osservando ciò che ci ha ingoiati. Penso
sia il dovere degli scrittori di ogni
tempo, o almeno di quelli non appesantiti
dalle monete d'oro.
E quello che vedo mi fa paura e mi rende
felice nello stesso tempo. Mi ritengo
uno dei fortunati che, almeno, ogni
tanto riesce a prendere fiato. E io
ci provo con tutte le mie forze.
Al contrario, qualcuno si è già lasciato
sprofondare, ed è talmente obliato dal
nulla che lo avvolge che anche il respirare
gli pare un'attività onerosa.
Addio.
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