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JANINE BOISSARD, La
casa dei bambini
Un libro che potrebbe essere definito
pura e semplice narrativa. Invece, a
mio parere, il romanzo della Boissard
sconfina nelle emozioni nere legate
all'infanzia e nei rapporti che gli
adulti normali pensano di avere coi
ragazzini difficili.
Un ex chirurgo, che ha lasciato l'attività
a causa della morte del marito, racconta
in prima persona la propria esperienza
con un istituto per bambini maltrattati
dalla vita o dagli adulti.
Lo stile denota, a mio parere, una serie
di problemi imbarazzanti, come la mescolanza
di tempi diversi (spero che questo fatto
vada ricondotto a una traduzione non
azzeccata) o la pesante presenza d'interrogative
retoriche e non. Nel complesso, però,
il libro è sufficientemente scorrevole.
Quello che va notato è proprio il punto
di riflessione sulla diversità/normalità
e sulla soggettività che lega i nostri
rapporti col resto della società. E
scusate la rima.
Profondo.
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