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  PATRICK MCGRATH, Martha Peake

Un gotico profondo, a mio parere prova di spicco dell'autore di Follia e di Grottesco.

Alla fine del Settecento, un giovane si reca in una magione inglese che sta per ereditare dallo zio. Prima di morire, il vecchio racconta al nipote le vicende di un padre e di una figlia straziati da un destino crudele e misterioso, che ha portato la giovane addirittura a vivere alcuni episodi della guerra d'Indipendenza americana. La storia avvolgerà il giovane a tal punto da coinvolgerlo e turbarlo psico-fisicamente.

Lo stile è davvero nella brezza ottocentesca, e lega saldamente quest'opera alla produzione gotica di E.A. Poe e di H. P. Lovecraft. Non credo di aver mai letto libri contemporanei così vicini, come andamento e armosfera, a quelli dei grandi del passato. L'unico appunto per me va fatto proprio all'epilogo, un po' troppo banale rispetto al valore della storia.

Cupo.



 
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