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SLAVOMIR RAWICZ, Tra
noi e la libertà
Per una volta, una storia vera, di quelle
che fanno riflettere, più che divertire,
e che sembrano così lontane nel tempo
e nello spazio da sembrare mai esistite.
Durante la Seconda Guerra Mondiale un
tenente polacco viene condannato dai
sovietici ai lavori forzati in Siberia
con l'accusa di spionaggio. Dopo maltrattamenti
fisici e psicologici, marce sotto la
neve e soprusi di ogni tipo, l'autore-protagonista
riesce a fuggire e a raggiungere il
Tibet con alcuni compagni.
Considerando la realtà della storia,
alcuni passaggi risultano eccessivamente
romanzati e ogni tanto si ha l'impressione
che la storia non sia stata scritta
da chi l'ha provata (com'è probabile
in questi casi).
Nonostante tutto, Rawicz rende l'idea
della crudeltà degli uomini, nazisti
o sovietici che siano, in ogni tempo
e in ogni storia, con un punto di vista
che si può definire alternativo.
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