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MARTIN HOCKE, Il regno
dei gufi
Quando uno vuole leggere molto come
il sottoscritto, è facile che
s'imbatta in produzioni di dubbio valore
letterario, dato che gli scaffali delle
librerie rigurgitano carta di questo
tipo. Però ogni tanto bisogna
provare qualcosa di "diverso",
come dire, di commerciale, quei libri
che vengono sbattuti in prima linea
per far passare il tempo sotto all'ombrellone.
E non è detto che certi tipi
di libri siano completamente da buttare.
Potrebbe essere il caso di questo romanzo?
La trama: la vita di Hunter, primogenito
di una famiglia di Gufi dei Granai,
viene vissuta in maniera avventurosa
fin da quando, dopo gl'insegnamenti
paterni, vola fin nel suo nuovo territorio
per affiancare un vecchio e saggio gufo.
La morte di questo, avvenuta prima dell'arrivo
di Hunter, porterà il giovane
animale ad affrontare numerose vicissitudini,
tra cui una battaglia eroica e vittoriosa
in alleanza coi Gufi delle Foreste contro
un Gufo Reale, l'amore impossibile per
una gufetta di un'altra specie, la prigionia
presso l'uomo e la guerra civile.
Riguardo allo stile non c'è nulla
da dire: la narrazione scorre veloce
e senza intoppi, e le frasi hanno spesso
una buona lunghezza anche se per questo
non risultano pesanti. Certamente questo
modo di scrivere non regala nulla di
nuovo, né dal punto di vista
qualitativo né tantomeno quantitativo,
anche se ciò era già chiaro
in partenza: scrittura pulita, narrazione
liscia, conclusione rapida. Nulla di
male, beninteso, ma quando non c'è
impegno stilistico, il libro perde a
mio parere un po' del proprio valore.
Che dire delle metafore? Non è
proprio letterariamente criptico il
tentativo di affrontare il tema della
diversità razziale, visto che
un Gufo dei Granai (per quello che questo
nome possa significare) vorrebbe stare
insieme a una Gufa Piccola nonostante
il parere negativo di amici e parenti,
amore contrastato e impossibile come
tanti ne abbiamo già visti tra
bianchi, neri, gialli, rossi (e pure
verdi).
Non è nemmeno tanto nascosto
il senso politico legato a un sospirato
ma complicato governo composto di personaggi
di indiscusso valore morale e sociale:
il gufo eroe dovrebbe farne parte, ma
chissà perché ha ben altro
nella testa, e al suo posto salgono
al potere individui guerrafondai o senza
criterio.
Insomma, metafore poco metafore, bensì
rappresentazioni del mondo umano sotto
le spoglie a dire il vero banali di
animali che non hanno nulla dello spirito
propriamente fedriano di una certa letteratura
classica.
Quindi perché leggere questo
libro? Beh, l'impegno mentale che richiede
non è eccessivo, qualche passaggio
è pure divertente (tipo quando
Hunter viene chiuso in uno zoo con un
altro gufo, il quale sembra non apprezzare
le femmine, cosa che fa preoccupare
seriamente il protagonista). In effetti
non lo consiglio a un amante del fantasy,
né a un patito dell'avventura,
né a un fanatico dell'ecologico.
Però se avete dei minuti da impiegare
meglio che stando davanti alla tv...
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