VERSUS - INTERVISTE INTERROTTE CON LA LETTERATURA  
   
  VS nr. 01  
 
  ROBEDIO intervista IVANA FERRARI

[ Il colloquio si svolge in un magazzino abbandonato alla periferia di una grande città. Appesi a una colonna ci sono i resti di un calendario di Playboy, mentre per terra rotolano pezzi di carta, penne esaurite e grumi di polvere. Da fuori provengono strilli di sirene e scarichi d'automobili ]

® - Oggi siamo qui con Ivana Ferrari, direttore del sito www.specchiomagico.net.
IF - Salve. Ma in che posto siamo venuti a fare quest'intervista?

® - Lasci perdere. Alle volte le metafore sono sgradevoli. Ci dica com'è nata l'idea dello Specchio Magico.
IF - Dall'esperienza negativa di un piccolo gruppo di scrittori esordienti. Volevamo pubblicare libri di vario tipo, pur restando nell'ambito dell'esoterismo: saggi e manuali specifici. Abbiamo preso contatto con alcuni editori: tutti ci hanno rifiutato la pubblicazione, alcuni con la solita frasetta che i nostri testi non rientravano nel loro progetto editoriale, oppure che erano impegnati con altri contratti fino al 2100. Altri non ci hanno neppure risposto... [ da un luogo imprecisato risuonano le note di "Knocking on heaven's door", poi il pezzo viene interrotto bruscamente ]

® - Beh, è il classico comportamento di coloro che raccontano di essere sempre molto impegnati. Qualche risposta onesta?
IF - Qualcuno è stato molto chiaro: lo sconosciuto non interessa a nessuno, non ha un nome di richiamo, non vende e quindi è anti-economico pubblicarlo. Allora abbiamo pensato: perché non rivolgerci ad agenti letterari, che abitualmente leggono i testi, ne individuano le pecche e i punti di forza? Una valutazione professionale ci sarebbe stata utilissima, anche per migliorare il nostro stile. Magari qualche opera sarebbe tanto piaciuta da trovare un editore, dato che gli agenti fanno un servizio di scouting e vanno a caccia di talenti.

® - E avete ottenuto dei risultati? [ dalla strada giungono delle urla disperate. Una voce grida "Al ladro! Al ladro!" ]
IF - Ma si figuri! Ci siamo accorti, a nostre spese, che nessun agente sapeva nulla sull'argomento specifico, però tutti erano dispostissimi a farsi pagare per il lavoro che dicevano di non essere in grado di fare. Abbiamo avuto valutazioni al limite del ridicolo, che un serio professionista si dovrebbe vergognare di firmare. E non è stato il peggio: il peggio sono gli agenti che dopo due giorni dal ricevimento delle bozze ti dicono che hai scritto un libro bellissimo, che lo porteranno subito da un famoso editore e poi lasciano passare mesi, dicendo di non avere notizie da parte dell'editore, di pazientare; poi ti dicono che lo porteranno da un altro... e alla fine non ti avranno trovato l'editore, non ti avranno neppure fatto la valutazione del testo e spariranno, per cui tu avrai pagato a caro prezzo un servizio che non ti è stato fornito, per non parlare della perdita di tempo e delle aspettative deluse.

® - E dopo tutte queste batoste?
IF - Il passo è stato breve: dato che noi ce ne intendiamo (anzi, è la nostra passione), perché non fare un sito di esoterismo con un servizio gratuito di lettura e valutazione per gli esordienti nella nostra stessa barca? E così è nato lo Specchio Magico. Eravamo quattro gatti. Ci aveva fatto un link un solo sito ed eravamo presenti su di un solo motore di ricerca, ma quasi subito sono arrivate offerte di collaborazione, anche perché eravamo l'unico sito per esordienti di magia. Dopo pochi mesi abbiamo cominciato le pubblicazioni di articoli, racconti e poesie, poi sono venute le rubriche fisse: magia, erboristeria, tarocchi, stregoneria, i luoghi del mistero, i classici della magia, ecc. Adesso abbiamo circa settanta collaboratori e un archivio bello ricco.

® - E la lettura gratuita? C'è ancora?
IF - No, l'abbiamo mantenuta per tre anni, poi il nostro gruppo di lettori (quasi tutti insegnanti di lettere) non ce l'ha più fatta. Leggevano fino all'ultima riga tutte le opere e non davano un parere generico, ma una valutazione abbastanza approfondita. È naturale che uno a un certo punto si stanchi di farsi portare via tempo in cambio di niente. Adesso il nostro comitato di lettura esamina solo ciò che viene proposto per la pubblicazione on line.

® - A proposito di pubblicazioni: cosa mi dice delle case editrici vere e proprie? [ ancora strilli di sirene ]
IF - In Italia ne nascono centinaia ogni anno. Le grandi e le medio-grandi restano sempre le stesse: quelle che pubblicano i pochi scrittori importanti, i nomi noti che si trovano sugli scaffali delle librerie di tutta Italia, che vendono, vanno in televisione sulle reti maggiori, ottengono recensioni su quotidiani e riviste. Poi ci sono gli editori medio-piccoli, che si barcamenano con enormi sacrifici e fatica, facendo scelte di cultura più che di denaro, pubblicando cose interessanti di buoni scrittori per un pubblico di nicchia.

® - Per non parlare di quelli che si fanno pagare per pubblicare... [ lo strepito delle sirene della polizia aumenta furiosamente ]
IF - Appunto. È un fenomeno in espansione: l'editore a pagamento per esordienti. Questo non fa alcuna selezione. E chiunque può trovare un estimatore per il suo libro nel cassetto, se paga per questo apprezzamento. L'editoria che ruota intorno agli scrittori esordienti è diventata un meraviglioso business e lo dimostra il fatto che gli editori a pagamento sono sempre di più. Nessuno è abbastanza onesto da dirti: «Scrivi pure tutto quello che ti pare, ma non farlo mai vedere a nessuno: i tuoi racconti fanno schifo, i tuoi saggi sono sconclusionati e fanno morire di noia, le tue poesie sono un penoso e infantile balbettio». Se questi editori dicessero la verità, l'unica cosa mancata sarebbe il loro guadagno. Quindi si pubblica di tutto.

® - Però secondo lei qualcosa di buono si scrive ancora?
IF - La cosa più sconcertante è che tra orrori dove la grammatica è un optional a cui si rinuncia allegramente, la sintassi non esiste, gli errori sono al di là di ogni possibile correzione umana, lo stile è ignobile e il contenuto un'irritante accozzaglia di banalità, trovi opere originali, curatissime dal punto di vista dell'editing, interessanti se non addirittura affascinanti per il contenuto e lo stile. E sai già che non avranno possibilità, perché non saranno distribuite (o lo saranno poco e male), che raggiungeranno a fatica un pubblico minuscolo e spesso venderanno solo col passaparola, che senza pubblicità o recensioni di critici importanti anche se finissero in libreria nessuno li comprerebbe, neppure gli esordienti, che di solito snobbano i colleghi e preferiscono libri di autori famosi.

® - Beh, spesso molti esordienti non hanno letto abbastanza libri importanti, i cosiddetti classici, quindi è meglio che comprino quelli, prima di altri. Comunque, per chiudere il discorso, non crede che in tutto questo contesto i corsi di scrittura creativa siano una delle piaghe peggiori? In fin dei conti sono il ricettacolo per coloro di cui parlava, ovvero quelli che non sanno scrivere...
IF - Non sempre. In alcuni casi una buona scuola e bravi insegnanti affinano lo stile e fanno emergere il talento nascosto. In altri casi è una triste verità: chi non sa scrivere colleziona attestati di scuole di scrittura.

® - E a suo parere c'è una soluzione a tutto ciò? Lei ne intravede qualcuna o crede, come il sottoscritto, che la tendenza al Punto Zero sia una lunga corsa verso il baratro?
IF - No, non c'è soluzione, ma non vedrei la cosa come una corsa verso un baratro: è solo un business come un altro. Chi adora attaccare attestati al muro e compiacersi di aver frequentato dei corsi continuerà a seguire scuole di scrittura in città e in vacanza finché esisteranno le scuole di scrittura. Chi non trova editori disponibili continuerà a pagare per farsi pubblicare, finché esisteranno gli editori a pagamento. Certo, essere scrittori, veri scrittori, è un'altra cosa... Praticamente, fare gli esordienti è un hobby costoso, ma non più costoso di altri. Però in questo modo sono tutti contenti: gli editori (che guadagnano), gli agenti (che guadagnano), i direttori delle scuole di scrittura (che guadagnano) e gli esordienti (che lavorano come matti e spendono, ma ne hanno grande soddisfazione morale). A tanti questo basta e, in fondo, è un loro sacrosanto diritto.

® - Bene (più o meno). E ora veniamo a noi. Cosa ne dice di una relazione extra-coniugale?
IF - Che razza di domande mi fa? Si vergogni, giovanotto! Lei non ha alcun rispetto per i miei capelli bianchi!

® - Eddai, tra noi intellettuali... [ le mette una mano sul ginocchio ]
IF - Ma come si permette? Tenga giù le mani, screanzato! [ rumore di uno schiaffo ]

® - Non faccia la difficile!
IF - Io me ne vado! Lei è un porco!
[ rumori di collutazione ]

® - Non... faccia così... La gente... a casa... vuole vedere certe cose...
IF - [ si ferma, pensosa ] Ha ragione, al pubblico piace il sangue: fa alzare l'audience. [ schiaccia un pulsante e il bastone con cui si reggeva si trasforma in una spada ] E sangue avrà!
[ rumori di passi in corsa, urla di dolore e di corpi che cadono,

l'intervista viene interrotta ]





 
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